Col pensier vagando

Vecchiaia

Noiosi, terribilmente noiosi ho sempre trovato quei vecchi che ci tenevano a dire quanto ai loro tempi fosse meglio la tal cosa. Tra questi spicca la figura di mio padre, che da picciridda vedevo come una persona GRANDE, mentre ad oggi non riesco a vedere come un anziano… Penso che certi affetti “siano” e basta, a prescindere dal tempo che passa… Ma sto già divagando.

Dicevo: Padre, brontolone sulla qualsiasi, ci ha sempre tenuto a sottolineare come ai suoi tempi si giocava meglio pur senza giocattoli, si sfruttava di più il tempo, nella povertà pur avendo meno stavano meglio e blablabla.

Noia. Pensavo tra me e me: ormai è così, a che pro parlarne. Ebbene, ho capito che sto iniziando ad essere vecchia. Sono in un posto di mare, sull’adriatico, e sia nella casa dove pernottiamo non c’è campo, sia in spiaggia il cellulare ha pochissima linea. Isolamento social “forzato”. Dove per “social” non intendo solo le ben note app (e wordpress può essere considerata tale), ma anche la semplice messaggistica in tempo reale (whatsapp, telegram)… E che bellezza è, questa forma di “silenzio”? Il non essere sempre costantemente connessi con tutti, con il mondo, il non sapere e parimenti il non far sapere in ogni istante quel che accade? Anche queste sono ferie. Così il pensiero è volato alla mia gioventù, quando mi salutavo con le mie amichette e amichetti del tempo, perché iniziavano le vacanze e ci saremmo sentiti solo a settembre!

> Certo, dammi il tuo indirizzo, ti spedisco una cartolina! Aspetta ti do anche il mio!

Tornare a casa a vacanze finite e vedere nella cassetta quante cartoline erano arrivate, telefonare all’amica per concordare su quando vedersi per aggiornarsi su tutto quello che era successo!

Tutto ciò, le nuove generazioni, non lo proveranno mai! Eternamente connesse. E così mi sento un po’ vecchia: perché aimieitempi non avevamo il cellulare ma non stavamo peggio, ci godevamo di più il tempo della vacanza, con i nuovi amici che ci facevamo nel posto scelto, e con una rinnovata contentezza ritornavamo poi dagli amici di comitiva lasciati in città per abbracciarsi, per ritrovarsi, per raccontarsi.

Accolgo con gratitudine questa assenza social imposta, rimembro con un sorriso il tempo che fu e assaporo il presente. Il risvolto positivo del sentirmi vecchia, è che ho bei ricordi da condividere…

Vediamo, ora, di aggiungerne nuovi 🙂

Alessandra

Col pensier vagando

Cartoline Visive

Ferma proprio non mi so stare.

Mi son sempre lagnata di essere sola, di non avere un compagno, ma da qualche tempo che sto lavorando su di me, sto cercando di avere un atteggiamento positivo nei confronti della mia quotidianità, e di conoscermi meglio. Magari te ne parlerò più avanti. E la mia solitudine fa parte di una medaglia il cui altro aspetto è decisamente positivo: sono totalmente padrona della mia vita, completamente libera di organizzarmi il tempo come più mi aggrada.

Spesso si vive senza coscienza. Quindi pur non avendo mai realizzato il privilegio di essere autonoma, di fatto l’ho sempre sfruttato molto nel modo che mi è sempre venuto spontaneo: viaggiando. La libertà di decidere un minuto prima di prendere un treno, un aereo, la macchina, e partire e poi farlo davvero, mi fa sentir scorrere l’adrenalina nelle vene.

Commentavo con una mia amica, tempo fa, che per quanto il viaggio in Italia, in Europa, sia bellissimo, è nel viaggio intercontinentale che ti si apre una finestrella ignota, che non sai di avere nel cuore e nella mente, e che ti crea dipendenza. Una volta aperta quella finestrella non è possibile chiuderla, e necessiti anzi di far entrare quante più immagini possibili.

Aneli cartoline visive.

Ti aiuta poi a vedere, almeno con me ha funzionato così, anche i posti nuovi italo/europei con una ancor più rinnovata curiosità.

Quest’anno doveva essere l’anno del Giappone, meta che rincorro da tempo, ed era tangibile tra guida in una mano e i biglietti già pronti nell’altra. Il Covid ha cambiato i piani, e non sono per nulla scoraggiata. Il Giappone mi vedrà calpestare prima o poi la sua bella isola.

Adesso rotolo verso sud, verso il mare che tanto mi manca: contentissima di riassaporare il suo profumo inconfondibile, il rumore così terapeutico delle sue onde, qualsiasi sia il suo mood del momento – calmo, mosso, agitato.

Il mare mi parla, mi dà pace: che io la cerchi o meno. Fa anche a te lo stesso effetto?

Alessandra

(Dis-)Avventure

*Ritorni*

Sono di ritorno da qualche giorno passato con il nipotame che abita in Francia, e per quanto possa dimenticarmi i rientri passati che sono sempre un viaggio della speranza, interviene quello corrente a dirmi che No, Ale, alcune cose non c’è motivo che cambino. E quindi lunedì sera alle 22 passate, la cara compagnia Flixbus mi ha gentilmente comunicato che il mio bus era annullato causa covid. Poiché alcun nuovo focolaio è sorto, suppongo che “covid” fosse la forma contratta di “il pullman è vuoto e la sua quota non vale la spesa del viaggio”.

Francia – Italia : 0-1

Ottimo. E quindi? Quindi corri a prenotare un treno, appena ad un’ora da dove abita mia sorella, costringendo qualcuno a relativa levataccia e accompagnamento. Bene dai, almeno hai risolto.

E oggi era il gran giorno. Non voglio protrarmi in inutili dettagli. Il treno partito con 5′ di ritardo ha concluso il tratto con 20′ di ritardo (F-I: 0-2) e nonostante fosse un prima classe non c’è stato alcun tipo di riguardo. Ma, ma, bisogna esser equi. Giunta in terra nostrana inizia la seconda parte del viaggio con un freccia rossa Torino-Firenze: non era un prima classe eppure hanno dato un kit con mascherina, acqua, poggiatesta, fazzoletto. E qui un ulteriore punto va all’italia, e non solo per demerito francese! Ma quando la partita sembrava vinta a mani basse per un 0-3 a favore dell’Italia, un (inaspettato? Insolito?… Na…. Un sempreverde) ritardo di trenitalia di 50′ fa riacquistare punti alla Francia.

Ora bisognerebbe capire quanto valutare il ritardo, se unitariamente in quanto disagio, o se somme di 20′ (quantitativo netto del ritardo francese), nel qual caso a fronte dei 50′ si arriva ad oltre i 2 punti…. Che si concluda con un parimerito?!

È dura, è decisamente dura. Quindi decido di prendere esempio dai nostri cugini, dal loro amato nazionalismo, e l’Italia esce vittoriosa.

Cosa vince?

E tu dopo anni di assenza torni con una senza senso battaglia tra Francia e Italia e chi ti ostacola meno nel ritorno?

Ma sì, prendiamola come una bella metafora del ritorno, di tutte le volte che volevo scrivere ma impedimenti esterni e poca convinzione mia mi abbiano bloccato.

Ora ci sono, di nuovo, a lasciar traccia di quel che bizzarro o meno, poco noto o ben noto, mi va di condividere in questo piccolo spazio che mi sono creata.

Salut

Alessandra